Cenerentola: storia di una fiaba

Come accade alle storie della tradizione orale e popolare, esistono moltissime versioni della fiaba di Cenerentola.
Le più conosciute in Occidente sono Cendrillon ou la petite pantoufle de verre di Charles Perrault, basata sulla trascrizione di un’antica fiaba di Giambattista Basile e Aschenputtel dei Fratelli Grimm.

In realtà Cenerentola ha origini ben più antiche che ne fanno la fiaba in assoluto più popolare al mondo in tutte le epoche. Secondo l’opinione più accreditata la fiaba ha origine in Cina, dove il piede di piccole dimensioni è considerato simbolo di grazia, nobiltà e bellezza muliebre.

Esisterebbe anche una versione risalente all’ Egitto dei Faraoni. Si tratta de La fortunata Storia dell’etera Rodopi citata dallo storico Erodono (484-425 A.C.) e dallo scrittore e filosofo di lingua greca Gladio Eliano (165-235) nella sua opera “Storia Varia”(Libro XIII). Con ogni probabilità Eliano non fece altro che riprendere una leggenda raccontata dal geografo greco Strabone (1° Secolo a.c.) a proposito della Piramide di Micerino dove sarebbe sepolta la cortigiana Rodopis, una schiava greca divenuta moglie del Faraone Amasis (V secolo A.C.). Secondo questa leggenda, un’aquila rubò a Rodopis, mentre era in viaggio per l’Egitto, un sandalo e lo fece successivamente cadere tra le pieghe del mantello del Faraone il quale conquistato dalle ridotte dimensioni e dalla grazia della calzatura, fece cercare la fanciulla a cui apparteneva. Trovatala, la sposò e alla sua morte fece costruire per lei la magnifica tomba.

La gatta Cenerentola, inclusa nella raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti scritte in dialetto napoletano da Giambattista Basile (1566-1632) è la fonte a cui si è ispirato Charles Perrault per la sua celebre versione.
Dalla versione di Basile è stato tratto il celebre adattamento di teatrale di Roberto de Simone, replicato ben 175 volte.

Charles Perrault (Parigi 1628-1703) è l’autore di Histoire ou Contes du temps passé, raccolta di fiabe tra le quali, oltre a Cenerentola, La Bella Addormentata, Pollicino, Cappuccetto Rosso, Il Gatto con gli stivali.
Molte delle sue fiabe, tra le quali Cendrillon, sono trascrizione di storie della tradizione popolare che egli arricchisce nei contenuti seguendo il suo estro e costumi dell’epoca. E’ nella versione di Perrault che appaiono per la prima volta le scarpette di cristallo.

I Fratelli Grimm (Jacop Ludwig Karl, Hanau 1785-Berlino 1863 e Wilhelm Karl Hanau 1786-Berlino1859) hanno raccolto le storie della tradizione popolare in Kinder-und Hausmarchen (Fiabe) e in Deutsche Sagen (Saghe germaniche). In queste raccolte, inizialmente raccolte e rielaborate per adulti, sono incluse le fiabe più celebri della tradizione occidentale tra le quali Hansel e Gretel, Raperonzolo, Biancaneva, Cappucetto Rosso, Il Principe ranocchio.

Cendrillon, lopera lirica in quattro atti composta tra il 1894 e il 1985 da Jules Massenet su libretto di Henri Cain, debuttò all’Opéra-Comique di Parigi il 24 maggio 1899, all’apice della carriera del compositore. L’Opera venne accolta con grande favore di pubblico e critica sin dalla prima stagione, tanto che si tennero più di cinquanta repliche e rimase nel tempo una delle più rappresentate tra quelle composte da Massenet.

L’opera di Gioacchino Rossini, La Cenerentola, ossia la bontà in trionfo su libretto di Jacopo Ferretti, appartenente al genere “dramma giocoso” fu composta rapidamente. Occorsero infatti al compositore tre settimane. Come era solito fare, Rossini affidò a un collaboratore (in questo caso Luca Anolini) la composizione di alcuni recitativi e delle arie meno importanti.Per le musiche utilizzò anche brani tratti da opere precedenti (Barbiere di Siviglia – Gazzetta). La Cenerentola debuttò il 25 gennaio 1817 al Teatro Valle di Roma, protagonista il contralto Geltrude Rigetti Giorgi. Fu un insuccesso, ma nelle rappresentazioni successive il favore del pubblico crebbe fino a fare della Cenerentola un’opera tra le più popolari.
Nella trama scritta da Ferretti, Cenerentola si chiama in realtà Angelina ed è la figliastra del perfido Don Magnifico. La fata è sostituita dalla figura di Alidoro, precettore del principe Don Ramiro e vero deus ex-machina della storia. L’oggetto-simbolo non è una scarpina ma un braccialetto volontariamente lasciato da Cenerentola a Don Ramiro.

Cenerentola di Sergej Seergevic Prokofiev è la versione più celebre per balletto, rappresentata per la prima volta il 21 Novembre 1945 al Teatro Bolshoi di Mosca. Musica di Sergei Prokofiev, libretto Nicolai Volkov, coreografia di Rostilav. L’8 Aprile 1946 il balletto fu ospitato dal Teatro Marijnski di Sanpietroburgo. Negli anni la Cenerentola di Prokofev ha avuto molte rappresentazioni, alcune delle quali estremamente originali per quanto riguarda adattamento e coreografie.

Il cortometraggio Cinderella del 1911 diretto da G. Nichols e interpretato da Florence La Badie tratto dalla versione di C.Perrault è il primo adattamento cinematografico.
Seguirono altre tre versioni, rispettivamente nel 1914, nel 1937 e nel 1948. La versione del 1948, italiana, è di Fernando Cerchio.
La trasposizione più celebre di tutti i tempi, è la Cinderella di Walt Disney: Cinderella (film di animazione di Walt Disney, 1950), regia di C.Geronimi, W.Jackson, H.Luske.

Pauline Garcia Viardot

“Con Pauline Viardot il mondo ha finalmente trovato una donna compositrice di genio”- Franz Liszt.

Poliedrica, affascinante, coraggiosa e decisa, Pauline Garcia Viardot fu una figura di spicco dell’Europa del XIX secolo
Figlia del tenore Manuel Garcia, grande interprete rossiniano (primo Almaviva nel Barbiere) e sorella della famosa Maria Malibran, fu indirizzata dalla madre verso la carriera di cantante, debuttando giovanissima a Londra come Desdemona nell’Otello di Rossini. Il successo ottenuto la portò ad essere subito ingaggiata al Thêatre des Italiensa Parigi da Luis Viardot, che divenne suo marito ed impresario. Molti furono i ruoli per lei creati, o riadattati, dai compositori dell’epoca, tra cui Gounod, Meyerbeer, Berlioz, Saint-Saëns. Dopo il ritiro dalle scene nel 1863 continuò l’attività di insegnamento e soprattutto quella compositiva, sia propria che in arrangiamenti di composizioni di autori coevi e passati.
Cantante d’opera, pianista, compositrice, nel suo salotto parigino si riunivano i più importanti musicisti, letterati e artisti della sua epoca.

Tra le tante amicizie di Pauline Viardot, molte furono quelle di importanti figure femminili, tra cui Clara Wieck, moglie di Robert Schumann, con la quale spesso Pauline si riuniva in pomeriggi musicali al pianoforte.

Sappiamo della lunga amicizia di Pauline con George Sand, amante e compagna di Frederick, nella cui villa di Nohant spesso si riunivano. L’amicizia tra i tre fu sicuramente l’occasione di scambi e confronti artistici: mentre Pauline fu per George Sand il modello per la figura dell’eroina del suo romanzo “Consuelo”, Frederick dette alla Viardot utili consigli sulla tecnica pianistica e compositiva, assistendola anche negli arrangiamenti, qui presentati, delle sue Mazurke. Una amicizia che fece dire a George Sand: “Ammiro molto il genio, ma davanti a questo, quando vi si aggiunge la bontà, io mi inchino”.

Dalla scrittura delle mazurke si può riscontrare la leggendaria estensione vocale di Pauline. Mentre la tessitura delle mazurke si mantiene sempre nel registro del mezzosoprano lirico, nelle cadenze si lancia in infuocate e pirotecniche volate che vanno dal grave al sovracuto, sicuramente rimembranza di quelle lunghe lezioni di tecnica vocale iniziate col padre Manuel Garcia e tramandate poi, come insegnante, alle sue molteplici allieve di canto al Conservatorio di Parigi.
Nel 1904 Pauline Viardot, ottanquattrenne ancora piena di energia, mise in scena la sua unica composizione teatrale: l’operetta “Cendrillon”.
Sebbene Pauline sia morta, in età avanzata, nel 1910 quando già esisteva il grammofono, non sono rimaste testimonianze fonografiche della sua voce; abbiamo però quella di Camille Saint-Saëns che volle paragonarla al “gusto delle arance amare, perfetta per la tragedia o l’epica, sovrumana più che umana”.

http://etd.lsu.edu/docs/available/etd-04082005-095548/unrestricted/Harris_dis.pdf