Destino Carmen

Un triangolo. Un triangolo di personaggi.
Lei, lui, l’altro: l’eterno triangolo di ogni rappresentazione amorosa. E poi un triangolo di passioni: per la libertà, per una donna, per se stessi. Questi triangoli diventano, nello spettacolo, l’occasione per rivivere la storia, la vibrante passione, la tragedia, di Carmen, in un modo nuovo.
Tre personaggi, prima di tutto: una ballerina, una cantante, un attore. Tra di loro si svolge un dialogo, un dialogo senza domande nè risposte, un racconto in cui ognuno rivestirà una o più parti.
Carmen sarà se stessa, lo pretende il suo destino. Fino alla fine. Ma non solo, perchè Carmen su di se prenderà anche quegli uomini che, nella storia, se la contendono, o che credono di contendersela, e meno ancora di possederla.
Nessuno possiede Carmen, sarà lei che, seguendo la sua unica passione, quella per la libertà, si concederà secondo la sua volontà, a Josè o a Escamillo.
In scena, la ballerina, che di questa storia commenterà, anticiperà, sottolineerà, sentimenti, eventi, fatti; l’attore, che legherà i fili della vicenda e di volta in volta parlerà con le parole dei vari personaggi; la cantante sarà la voce di Carmen. Ma tre personaggi non bastano: perchè essi sono al servizio di un quarto e più disvelatore personaggio, la musica di Bizet, che di questa vicenda sa tutto, eseguita al pianoforte.
A noi fortunati sarà narrata ogni cosa e scopriremo che era del cuore di Carmen, e non quello della musica di Bizet, il ritmo, ora lento, ora selvaggio, che avevamo sentito finora.

Destino Carmen, coprodotto con Alessandro Nido.