Ero a Bologna, un Lohengrin

Come tutti sanno, appunto il Lohengrin fu la prima partitura di Wagner ad essere eseguita in Italia, il 1° novembre 1871, al Teatro Comunale di Bologna; da Bologna, poi, il Lohengrin era passato in altre nostre città; e, nonostante le accoglienze fossero a volte tempestose, s’era affermato come l’esemplare “italianizzante” dell’arte wagneriana.
L’opinione era stata sostenuta dallo stesso Verdi.

Lo scalpore suscitato dall’apparizione del Lohengrin fra noi era stato tale, infatti, ch’egli s’era deciso ad andare a controllare di persona la situazione; Era li; era arrivato a Bologna il 19 novembre 1871, per assistere alla replica annunziata per quella sera, sperando – ma invano – che la sua presenza non venisse notata. Aveva seguito da un palco lo spettacolo, con uno spartito ch’era andato postillando d’annotazioni. Possediamo quello spartito. Le annotazioni sono centoquattordici, fra cui settantotto di severo biasimo, specie per il direttore interprete. Giuseppe Verdi era ad una replica dell’opera del “matto” Wagner.

Ecco, nell’ultima pagina dello spartito, il giudizio verdiano conclusivo:
Impressione mediocre. Musica bella quando è chiara e vi è il pensiero. L’azione corre lenta come la parola: quindi noia. Effetti belli di stromenti. Abuso di note tenute e riesce pesante. Esecuzione mediocre. Molta verve ma scarsa poesia e finezza. Nei punti difficili, cattiva sempre.*

Dopo la recita di Bologna, Verdi tornò a Genova e poi a lavorare con i cantanti dell’Aida che avrebbero poi cantato alla Scala l’opera scritta per il Cairo “a seguito” dell’apertura del Canale di Suez.

Cosa raccontò dell’opera, cosa volle far sentire al pianofrote ai cantanti per chiarire il suo punto di vista, cosa chiese loro di “recitare” in scena perchè fosse evidente a tutti quali assurdità e diavolerie avesse messo in pratica “Vagner”; insomma, cosa racconterà a noi spettatori di quella sua serata, a teatro, a Bolgna, tra cavalieri e cigni e il fastidioso stridio dei violini (il sublime preludio) prodotto con “continue note acute”?

*tratto da Teodoro Celli, Il Cigno del Cavaliere, programma di sala del Lohengrin, Teatro alla Scala, Stagione 1982-83