Lo cunto di Tristano

Idea e testo di Stefano Valanzuolo
Liberamente tratto da Tristano (di Goffredo di Strasburgo), Tristano e Isotta (di Richard Wagner), Finestra con le sbarre (di Klaus Mann)
Arrangiamenti da Wagner e musiche originali di Roberto Molinelli
Regia di Vincenzo Pirrotta
Scene di Cladio La Fata

Vincenzo Pirrotta, attore e cuntista
Dario Argento, maniante – animatore di pupi
Giampaolo Bandini, chitarre
Cesare Chiacchiaretta, fisarmonica
Gaetano Di Bacco, sassofoni
Roberto Molinelli, viola

produzione di Fucina Italia per Fondazione Ravello – Ravello Festival

Verso ponente vaga lo sguardo
verso levante muove la nave

Con l’occasione dei 150 anni dalla prima rappresentazione del “Tristan und Isolde” di Wagner, Fucina Italia e Fondazione Ravello – Ravello Festival presentano un nuovo spettacolo dedicato al mito del cavaliere errante attraverso le sue molte riletture.

Uno spettacolo che nasce proprio dalla scrittura e dal linguaggio tardo romantico – pensiamo alla “Finestra con le sbarre” di Klaus Mann e all’opera di Richard Wagner – per approdare, possiamo ben dire, rivissuto da Vincenzo Pirrotta, al racconto epico proprio della tradizione medioevale, alla leggenda, al racconto per il popolo, al cunto. La nave che dall’Irlanda porta Tristano e Isotta dall’Irlanda volge la prua verso la Cornovaglia, ma saranno altri venti, altri lidi quelli evocati dallo spettacolo.

Il libretto di Richard Wagner è infatti solo il canovaccio su cui si muove liberamente Vincenzo Pirrotta. “Attore di dirompente fisicità e di non comune forza interpretativa, modernità e tradizione”, recita il premio della critica nazionale al regista-attore. Uomo di teatro, puparo e cantastorie palermitano, allievo di Mimmo Cuticchio, Vincenzo Pirrotta, è un erede della tradizione dei cuntisti, e lavora alla perpetuazione di questa arcaica tradizione siciliana con sperimentazioni teatrali e artistiche contemporanee riproponendo l’arte dei grandi cantastorie siciliani. Una tradizione che ha voluto portare nei massimi teatri italiani come nuova linfa a cui attingere.

Ecco dunque un Tristano scaldato dal sole e illuminato dalla luna di Sicilia, con musiche di Wagner e musiche originali o riduzioni da Wagner di Roberto Molinelli, direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore tra i più eclettici – Sara Brightman, Cecilia Gasdia, Andrea Bocelli, Anna Caterina Antonacci, Filarmonica della Scala, Sanremo Lab, Carnegie Hall, alcuni nomi che si leggono nella sua ricca biografia – che rimandano a sonorità popolari a cominciare dalla scelta degli strumenti: un piccolo organico con viola, fisarmonica, chitarra e mandolino, sax e contrabbasso.